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SANZIONI PENALI PER DICHIARAZIONI FRAUDOLENTE DI IVA E ALTRO

11 Feb 2020
fiscale

penaleL’entrata in vigore del D. Lgs 124/2019 ha inasprito di molto le sanzioni penali a carico degli imprenditori per condotta illecita.
Una condotta illecita è presente nel caso di dichiarazioni assenti o fraudolente di fatture e/o documenti di natura fiscale, spesso non tutti i casi vengono riconosciuti dagli imprenditori, che si ritrovano a effettuare reato senza neanche esserne consapevoli.
In questo articolo chiariamo i due casi principali e più abusati, con la quale si manifesta una condotta illecita.

Primo caso: Fatture e documenti inesistenti su operazioni effettuate

Questo tipo di dichiarazione fraudolenta si verifica il più delle volte in maniera inconsapevole per l’imprenditore, che in molti casi risulta ignaro della frode in atto.
Questo perchè spesso l’imprenditore si trova di fronte non a delle fatture ma a dei documenti – che hanno però rilevanza fiscale – ma che non vengono soggettivamente considerati ai fini di una corretta dichiarazione.

Esempio condotta illecita

È frequente questo caso nei rapporti coi fornitori, in cui l’imprenditore che riceve i documenti fiscali non utilizza la corretta diligenza e accortezza con questi, non ritenendola necessaria.

La norma dell’art.1 del D. Lgs 74/2000 spiega che per “fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” si intendono non solo fatture  in senso tecnico, ma anche gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie.

 

Secondo caso: Fatture e documenti su operazioni in tutto in parte non effettuate

Si tratta dell’emissione di fatture e/o documenti a fronte di operazioni non realmente avvenute, totalmente o in modo parziale, o che indicano i corrispettivi o l’IVA in misura superiore a quella reale, come cita la norma dell’art. 2 del D. Lgs 74/2000.

Esempio condotta illecita

Anche le note spese che vengono prodotte dagli amministratori per le trasferte sono documenti considerati utili ai fini fiscali. Nel caso in cui le spese chieste a rimborso e dedotte dalla società dovessero risultare non sostenute in tutto o in parte dall’interessato (nota spesa gonfiata), il documento è considerato riportante dei corrispettivi falsi.

 

Il legale responsabile di reato per condotta illecita è sempre il rappresentante legale dell’impresa.
In difesa di tali reati ci si potrebbe dichiarare non consapevoli, solo nel caso in cui il documento fosse stato prodotto da altro soggetto.
Ricordiamo, come già spiegato in questo articolo, che la sanzione penale, a seguito del D. Lgs 124/2019, è ora di reclusione da 4 a 8 anni se l’imponibile falsato supera i 100mila euro in un periodo di imposta, e da 18 mesi a 6 anni per un importo inferiore.



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