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CASH FLOW

21 Feb 2019
fiscale

Il flusso di cassa anche conosciuto come “cash flow è un indicatore delle variazioni in positivo e negativo della liquidità per effetto della gestione riferite ad un determinato periodo di tempo, rappresenta quindi le entrate e le uscite monetarie di una società.
Qualora l’analisi del  cash flow risulti positiva  si rileva una disponibilità finanziaria dell’azienda all’interno del periodo di riferimento, mentre qualora invece il cash flow risulti negativo vuol dire che sono state assorbite molte più risorse di quante ne siano entrate.

Il cash flow è considerabile perciò come uno strumento utile di analisi e di controllo della gestione finanziaria, in modo che sia possibile valutare la convenienza di un investimento, l’ottimizzazione della gestione tesoreria per prevedere impieghi migliori della liquidità presente, una migliore destinazione dei flussi finanziari destinati alle banche ed un migliore servizio di pianificazione e controllo.

Il cash flow, da non confondere con l’utile dell’esercizio è, per farla breve, l’ammontare delle risorse finanziarie nette prodotte dall’impresa in un anno, come differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite generate. Mentre invece l’utile dell’esercizio è la differenza tra i ricavi e i costi sostenuti nell’anno, a prescindere dall’effettivo incasso dei ricavi per le fatture emesse e dall’effettivo pagamento dei costi per le fatture ricevute.

Il punto di partenza per calcolare il cash flow è il capitale netto circolante poiché lo stesso condiziona in maniera determinante l’equilibrio finanziario dell’impresa e la possibilità della stessa di poter effettuare nuovi investimenti o semplicemente quella di poter distribuire degli utili o pagare le tasse.

 

Il cash flow può essere considerato una componente dell’autofinanziamento dell’azienda molto importante, poiché se un'impresa non è in grado di generare adeguati flussi di cassa, vuol soltanto dire che nella propria gestione vi sono degli elementi da rivedere.

Il calcolo del cash flow (inteso come flusso di cassa operativo) può essere effettuato assumendo come dato di partenza il reddito operativo, a cui aggiungere tutti i costi non monetari come gli ammortamenti, l’accantonamento a TFR, e così via, e sommare poi la differenza positiva o negativa della variazione dei crediti e dei debiti dall’inizio dell’anno alla fine dell’esercizio.

Effettuare il calcolo del cash flow in combinazione con il monitoraggio costante dei flussi di cassa dell’impresa rappresenta la formula vincente per una gestione efficace della tesoreria, ed è utile per  utilizzare al meglio la liquidità a disposizione. Grazie alla capacità di generare cash flow e alla solvibilità dell’azienda si ottiene fiducia dalle banche e dai fornitori perché rappresenta un certo controllo sulla propria attività per poter rilevare la disponibilità effettiva della propria azienda a fronteggiare imprevisti e pianificare il futuro dei progetti.



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