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BANCHE E CRISI DI IMPRESA CON L'OCRI

06 Feb 2020
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euro_bancaAbbiamo già parlato delle procedure della nuova crisi d’impresa e dei suoi sistemi d’allerta, e di come questi comporteranno l’intervento dell’OCRI. Qui lo scenario più probabile del funzionamento dell’OCRI secondo gli esperti.

In questo articolo vogliamo considerare la reazione delle banche a queste nuove misure di allerta che prevedono la segnalazione agli OCRI delle imprese in crisi, che conseguenze avranno sull’erogazione dei crediti bancari?

Secondo il principio contabile IFRS 9, adottato dalle banche da quasi due anni, i crediti bancari sono sottoposti ad una classificazione per stage, stadio di vita, che prescinde dal rating del debitore.
Durante l’iniziale erogazione dei crediti, questi sono considerati stage 1, in questa situazione alla banca è consentito valutare nelle migliori ipotesi il credito sulla base di una probabilità di default e su un arco temporale di 12 mesi.

Al passaggio di uno stage 2 invece la banca valuta la probabilità di default sulla vita futura dello strumento, sarà tenuta ad accantonamenti delle richieste per rischio di crediti che aumentano.


Il sistema bancario implementa già da anni delle proprie procedure interne di early warning per monitorare lo stato delle imprese clienti, si basano su informazioni sia esistenti all’interno del singolo istituto che nell’intero sistema.

Con l’entrata in vigore del Nuovo Codice di Crisi d’Impresa, quest’anno le banche si ritrovano a doversi confrontare con novità ulteriori a queste misure interne necessarie per comprendere se un’azienda è in situazione di crisi o meno: le stime riguardanti le imprese segnalate agli OCRI, che saranno integrate di conseguenza nel bilancio che già effettuano le banche sulle imprese.
Gli Indicatori di crisi, che compongono queste stime, sono stabiliti dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, e si basano su dati interni dell’azienda.

Le banche non potranno più escludere dai propri interessi i dati interni delle imprese, poiché adesso la mancanza di questi renderà difficile qualsiasi tipo di rilevazione della nuova crisi.

 

Considerando il debitore tipo, imprenditore proprietario di un’impresa in crisi, che spesso fornisce alle banche informazioni scarse, a volte volutamente generiche, e in massima non particolarmente tempestive – la banca si ritroverà ad essere particolarmente in guardia rispetto alle imprese segnalate all’OCRI, indipendentemente dalla fonte da cui verrà a conoscenza della segnalazione, e anche in violazione della riservatezza che dovrebbe contraddistinguere la fase di allerta.

 

Da queste premesse possiamo dedurre che la reazione delle banche alla convocazione dell’impresa all’OCRI, sarà quella di spostare immediatamente il credito nelle filiere di gestione in posizione di stage 2.

Attenzione, perché lo stage 2 è l’ultima area di credito “in bonis” prima della fase di “restructuring”.



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