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RIFORMA FALLIMENTO 2018

30 Nov 2018
consulenza aziendale

Con la nuova legge fallimentare è cambiata la gestione della crisi d’impresa ed in primis a cambiare è proprio la parola stessa di fallimento sostituita con liquidazione giudiziale.

Con la nuova liquidazione giudiziale, sono introdotte le seguenti novità:

  • Nuovi alert con lo scopo di impedire che le crisi aziendali possano trasformarsi in procedure più complesse e critiche;
  • Più spazio a strumenti come la composizione stragiudiziale atta a favorire il colloquio e la mediazione tra creditori e debitori;
  • Nella liquidazione giudiziale più poteri al curatore;
  • Per quanto attiene la composizione giudiziale assistita, ci sarà una fase preventiva di allerta che potrà essere attivata dal debitore stesso o dal tribunale su segnalazione dei creditori pubblici, in quanto la segnalazione sarà obbligatoria per l’Agenzia delle Entrate ed Inps.
    • Composizione giudiziale assistita volontaria: se è il debitore a richiedere la procedura di liquidazione, verrà assistito da un apposito organismo istituito presso le Camere di Commercio ed avrà 6 mesi di tempo per raggiungere una soluzione concordata con i creditori.
    • Composizione giudiziale tribunale: se la procedura di liquidazione è per iniziativa dell’ufficio, il giudice convoca in maniera confidenziale e del tutto riservata, il debitore e lo affida ad un esperto che ha l’incarico di risolvere la crisi trovando un compromesso entro sei mesi con i creditori.
  • Per il debitore che si avvale della composizione della crisi o di altre misure per trovare un compromesso al debito, sono previsti i seguenti vantaggi:
    • Non punibilità dei delitti fallimentari qualora il danno patrimoniale non sia di notevole entità;
    • Attenuanti per gli altri reati;
    • Riduzione di interessi e sanzioni per debiti fiscali.
  • Regole processuali semplificate: viene data priorità alle proposte che consentono ed assicurano continuità aziendale, al fine di ridurne i costi e la durata delle procedure concorsuali;
  • Incentivi alla ristrutturazione del debito: riduzione del limite del 60% dei crediti per ottenere l’accordo di ristrutturazione.
  • Nuovo concordato preventivo: che tenga conto non solo della continuità ma anche della liquidazione dell’azienda.
  • Insolvenza gruppi di imprese: nuova procedura per le crisi e l’insolvenza delle società di gruppo.


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