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CRISI D'IMPRESA: PROCEDURE DI ALLERTA

21 Nov 2018
consulenza aziendale

 

Le procedure di allerta sono uno strumento che ha l’obiettivo di far emergere, prima di ogni intervento dell’autorità giudiziaria, le difficoltà dell’impresa. La competenza a gestire tali procedure viene attribuita dal progetto di riforma a organismi non giudiziali. Riconoscere per tempo la sussistenza di una situazione di crisi o insolvenza è la prima condizione per poter attivare tentativi di soluzione

Una delle novità di maggior rilievo della riforma della disciplina del fallimento è la previsione delle “Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi”. Le norme entreranno tuttavia in vigore dal 2020, diciotto mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto delegato.

L’importanza di intervenire velocemente per salvare una impresa in difficoltà è uno dei principali obiettivi della riforma per evidenti ragioni legate anche alla  salvaguardia dei posti di lavoro.

La procedura di allerta ha come finalità quella di incentivare l’emersione anticipata degli indici di crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori, mediante l’interposizione (tra i due) di un Organo appositamente istituito presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. La procedura, che si svolgerà quindi fuori dalle aule giudiziarie, ha avvio mediante una segnalazione rivolta all’Organo preposto, all’interno della quale saranno riportati gli indicatori di crisi dell’impresa.

L’introduzione dell’istituto dell’allerta e le prospettate modifiche al codice civile, in termini di previsione di un “assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale”, vanno tutti nel senso della centralità del controllo preventivo rispetto alla gestione della problematica di crisi.  È risaputo che solamente la puntuale applicazione di un sistema di controllo di gestione interno, che contempli forme strutturate di previsioni economiche, finanziarie e patrimoniali e di analisi dei risultati, mette in condizione l’impresa di intercettare tempestivamente gli squilibri che, qualora non interpretati e affrontati con altrettanta celerità, potrebbero divenire elemento di forte criticità e compromissione della continuità aziendale.

Bilanci elaborati con cadenza infrannuale, mensile o trimestrale, opportunamente confrontati con quanto pianificato in sede di elaborazione del Budget, e analizzati anche ricorrendo ad un sistema di indicatori efficacemente individuati sulla base delle caratteristiche dell’azienda, facilita l’operato degli amministratori e degli organi di controllo nella pronta identificazione dei segnali di criticità gestionale.

Gli indici che saranno previsti e aggiornati ogni tre anni dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili dovranno costituire una componente di questo sistemadi monitoraggio interno che sarà, pertanto, rappresentato, in parte, da elementi da prendere come riferimento per il rispetto di quanto previsto dalla norma e, in parte, da altri indicatori individuati ed applicati in ottica squisitamente interna e gestionale.



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